Nausea in gravidanza 

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La nausea, con o senza vomito, accompagna il 50% delle gravide nel primo trimestre.

Solo in casi rari (1-2%) assume connotati di gravità ("Iperemesi gravidica"), con vomito ripetuto, calo di peso, squilibrio dei sali, disidratazione, chetonuria ("acetone") e può richiedere l'ospedalizzazione e la nutrizione assistita; nella grande maggioranza, è un disturbo fastidioso ma innocuo (c'è, anzi, se può essere consolatorio, una proporzione inversa fra presenza di nausea e mortalità fetale, come se la nausea avesse risvolti protettivi).

Se la nausea compare o si mantiene oltre la dodicesima settimana, sono necessarie indagini specifiche per escludere condizioni patologiche (malattie genito-urinarie, epatopatie, preecclampsia).

La nausea è più intensa al mattino e sembra acuirsi con gli odori della cucina e con i profumi pungenti. Tradizionalmente, si attribuiva il sintomo alla gonadotropina corionica, un ormone che in gravidanza tocca valori altissimi, ma questo rapporto è stato messo in discussione. Ancora più labile è la relazione con un aumento dell'ormone tiroideo, dimostrato in qualche ricerca, ma mai confermato con sicurezza.

Un substato psicogenico e una rilevante componente psico-emotiva sono probabilmente importanti.  Rimedi empirici come il masticare chewing-gum, che qualche donna trova utile, non sono suffragati dalla statistica.  Opportuna la suddivisione in piccoli pasti per non sovraccaricare lo stomaco e la preferenza per cibi asciutti, non grassi e facilmente digeribili. Sono oggi disponibili farmaci ben tollerati e non dannosi per il feto che ridimensionano notevolmente il sintomo. 

Gli studi sulla teratogenicità (alterazioni e malformazioni fetali) sono oggi  accurati prima dell'immissione dei farmaci sul mercato Negli Stati Uniti sono utilizzate tuttora fenotiazine (tranquillizzanti potenti che hanno  anche azione antinausea, come lo Stemetil), mentre in Europa si dà la preferenza a farmaci del gruppo della metoclopramide (Plasil) e domperidone (Motilium, Peridon).  Questi farmaci, il cui effetto biochimico principale è un blocco dopaminergico, sebbene aumentino la prolattina materna, non modificano la situazione ormonale del feto.  Sono invece controindicati, per aver l'effetto di aumentare la motilità uterina, medicinali di uso comune, soprattutto pubblicizzati per la nausea del mal d'auto o del mal di mare, come il difenidrinato (Valontan, Xamamina, Travelgum). 

Grazie a questi aiuti della farmacologia, la nausea del primo trimestre è superata di solito con relativa facilità, consentendo un'alimentazione equilibrata ed evitando circoli viziosi di tipo psicologico, potenziali aggravanti dato che il ruolo dei risvolti psicosomatici in un disturbo di questo genere è sempre in agguato a complicare il quadro.

Pubblicato sul N di febberaio-marzo di AGENDA della SALUTE, con qualche modifica.

 


Francesco Dallera

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